  | L'AZIENDA | |   | I PODERI | L’azienda è costituita da due corpi
poderali, uno sulle colline imolesi,
l’altro su quelle forlivesi. La superficie
agricola complessiva si estende su
circa cinquantacinque ettari, tutti
coltivati a vigneto.
Il podere di Imola, nel cuore
del quale sorge anche il centro
aziendale, si trova nella zona dei Tre
Monti, sulle prime colline imolesi, ad
una altitudine di circa 100 metri sul
livello del mare, su una superficie di
circa 30 ettari, totalmente coltivati a
vigneto. L’esposizione dei vigneti è a
sud-sudest.
Il terreno è prevalentemente
argilloso-limoso, caratterizzato da
una grande compattezza.
L’esame del suolo ha confermato
ciò che si era reso evidente in anni
di esperienza: infatti, la particolare
posizione degli appezzamenti imolesi
e la loro costituzione rivelano che
questi sono particolarmente adatti
alle uve a bacca bianca.
Il microclima della Valle del Rio
Sanguinario, caratterizzato da una
forte escursione termica notturna,
favorisce la formazione dei profumi,
soprattutto dei vini bianchi.
Il podere di Petrignone, che si
estende per circa 28 ettari, gode di
una splendida posizione sulle colline
forlivesi. Si tratta di una suggestiva
terrazza sulla pianura romagnola,
ad una altitudine di circa 150m sul
livello del mare.
I vigneti sono tutti esposti verso
sud.
Il suolo è argilloso-sabbioso con
presenza di ciottoli. Si tratta, in realtà,
di un vero e proprio microcosmo in
cui sono presenti differenti tipi di
suolo.
La zonazione dei terreni aziendali ha
posto in evidenza una grande gamma
di composizioni anche all’interno
dello stesso appezzamento,
rendendo obbligatoria una ulteriore
suddivisione in micro-zone.
La conoscenza capillare dei terreni
ha permesso la messa a dimora
delle varietà più compatibili con
ogni singola specificità. I risultati
sono nella ricchezza di qualità e
nella diversità delle uve ottenute.
Ed è proprio nel rispetto del frutto
che vengono attuati tutti quei
procedimenti atti a tradurlo in vini
che, sempre maggiormente, vogliono
essere caratterizzati da una loro
specifica identità.
Soprattutto nelle varietà tradizionali
l’obiettivo è tutto incentrato a
trovare il giusto equilibrio fra
l’esperienza del passato e il sapere
di oggi. Ed è proprio il sogno, forse
un po’ utopistico, di salvaguardare
un patrimonio che appartiene
all’azienda, che è stata avviata la
selezione delle piante migliori di
uve sangiovese, che sono anche
le più vecchie. Esse verranno
riprodotte nella speranza di tracciare
concretamente un tratto d’unione
che unisca tutte le esperienze fino
ad oggi, consegnandole, più integre
possibili, a un futuro di appassionati
e… sognatori. |   | GLI INDIGENI | Albana, trebbiano e, naturalmente,
sangiovese.
L’albana, primo bianco italiano
ad ottenere la DOCG nel 1987, è
oggi sintesi di antiche esperienze e
moderni saperi.
La varietà in cui è coltivata è
quella definita “della Serra” ed
è da questa che si ottiene un vino
dal carattere deciso, specchio di un
territorio fortemente connotato. Un
condensato di originalità che trova
estimatori in tutto il mondo.
L’azienda può poi contare su una
sorta di laboratorio naturale: i
due territori sui quali si sviluppa,
hanno rappresentato nel tempo
e costituiscono tuttora, una vera
scuola di approfondimento del
vitigno romagnolo per eccellenza, il
sangiovese.
Se nel comune di Imola si ricavano
vini freschi e vivaci, in quel di Forlì i
vini si fanno più complessi ed austeri,
non privi di una certa mineralità,
influenza di un mare non molto
distante.
Così, la conoscenza profonda del
territorio, il confronto che si instaura
vendemmia dopo vendemmia,
hanno portato a voler concentrare
molti degli sforzi proprio su questi
vitigni, un contributo al perpetrarsi
della storia viticola romagnola più
autentica. |
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