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Le Vigne

Albana, trebbiano e, naturalmente, sangiovese.
L’albana, primo bianco italiano ad ottenere la DOCG nel 1987, è oggi sintesi di antiche esperienze e moderni saperi. La varietà in cui è coltivata è quella definita “della Serra” ed è da questa che si ottiene un vino dal carattere deciso, specchio di un territorio fortemente connotato. Un condensato di originalità che trova estimatori in tutto il mondo. L’azienda può poi contare su una sorta di laboratorio naturale: i due territori sui quali si sviluppa  hanno rappresentato nel tempo (e costituiscono tuttora) una vera scuola di approfondimento del vitigno romagnolo per eccellenza, il sangiovese.

Se nel comune di Imola si ricavano vini freschi e vivaci, in quel di Forlì i vini si fanno più complessi ed austeri, non privi di una certa mineralità, influenza di un mare non molto distante. Così, la conoscenza profonda del territorio, il confronto che si instaura vendemmia dopo vendemmia, hanno portato a voler concentrare molti degli sforzi proprio su questi vitigni, un contributo al perpetrarsi della storia viticola romagnola più autentica.

Biologici, ma non per moda

Forti di un rapporto così stretto con i nostri vigneti e con il nostro territorio, l’approdo ad una filosofia produttiva (in vigna e cantina) più naturale e rispettosa dei luoghi dove viviamo e lavoriamo è stato un fatto del tutto naturale..

Passando attraverso la nascita di due vini senza solfiti aggiunti (Sono bianco e Sono Rosso, fra i primi in Italia) giungiamo così, a partire dalla vendemmia 2014 alla certificazione biologica di tutta la superficie aziendale e di tutta la filiera produttiva.
Un percorso che ci è sembrato quasi scontato, ma di sicuro non frutto di calcoli commerciali o mode del momento.

btt